"Che belle ragazze mica la Bindi." Il premier in visita all' e-campus di Novedrate, in provincia di Como: "Si sono laureate con il massimo dei voti e non assomigliano certo a lei..."."Di Pietro? Quando si è laureato nessuno sapeva nulla".
Che noi siamo anti Berlusconiani non ce lo può dire nessuno. Siamo sempre stati quanto più imparziali possibile, tanto è che abbiamo esordito con questo articolo. Ma adesso non si tratta di infangare il nome di un uomo, ma di gridare che ha fatto delle scelte che noi non condividiamo assolutamente.
Infatti non ce la prendiamo con Berlusconi per gli insulti a Rosi Bindi riportati su Repubblica.it
"Vedo belle ragazze laureate con il massimo dei voti, che non assomigliano certo a Rosy Bindi..." o per la frecciata ad Antonio Di Pietro. "Quando studiavo io lo sapeva tutto il condominio - avrebbe detto il premier - quando si è laureato Di Pietro, invece, nessuno ne sapeva niente".
Quello che a noi non è piaciuto e basta, è la visita del premier ad una università telematica privata. Perchè pensare che il nostro Premier vada a far visita ad una università privata che sembra in forte salute economica, mentre l'università pubblica è allo sfascio, a noi non ci sta bene.
Non siamo contrari alle Università private e alla concorrenza.
I titoli però, in Italia sono indispensabili per poter partecipare a concorsi pubblici e ad iscriversi a determinati albi professionali. Per questo in italia il titolo di studio vale in quanto titolo e non per lo studio e la preparazione che c'è dietro. Non interessa se sei preparato o meno, in Italia è necessario avere il "pezzo di carta". Quindi se si fa concorrenza in questo settore, l'oggetto della concorrenza rischia di essere solo la facilità con cui si consegue il titolo. Per questo noi non siamo d'accordo che nell'ambito della formazione e dell'università ci sia concorrenza fino a quando l'Italia non si evolverà a diventare un paese dove non si premia esclusivamente il titolo, ma le effettive competenze e conoscenze degli individui. In quel caso allora ben venga la concorrenza, ben vengano istituti privati in grado di fornire una preparazione di più alto livello.
Le cose adesso però sono diverse.
Questo è l'inizio della fine di Berlusconi perchè sta dimostrando colpo su colpo di non essere affatto un liberale e di non essere a favore della libera e giusta concorrenza.